VILLA DI SERIO 152 – CULTURA DEL CIBO E DELL’ALIMENTAZIONE

DocenteMarilisa Molinari
GiornoMercoledì
Orario15.00 – 17.15
PeriodoDal 26.01.2022 al 23.02.2022 (5 incontri)
SedeSala delle Carrozze, via Papa Giovanni XXIII 60 (€ 18)
ArgomentoScienze
PresentazioneIl cibo è necessità, cultura e piacere. Per procurarsi il cibo la specie umana ha scatenato guerre e trasformato l’habitat naturale spesso spogliandolo della sua biodiversità. D’altro canto, è anche oggetto di opere d’arte e di studi che hanno permesso l’affrancamento dalla fame e dalla fatica di milioni di persone. Oggi l’imperativo è prendere in esame le storture del processo agricolo avviato 10.000 anni fa per trovare un sistema di produzione agricola “ecocompatibile”. Una parte del corso sarà dedicata inoltre alla cucina italiana, ai prodotti agricoli che coltiviamo in un territorio ad alta biodiversità, ai piatti “poveri” di origine contadina che compongono la dieta mediterranea riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità.

Calendario   

126.01.2022IL CIBO NELL’ARTE: Visioneremo come la pittura, dagli esordi della civiltà e il cinema poi, hanno utilizzano il cibo quale valore simbolico religioso, erotico, politico
202.02.2022L’ARTE DI CUCINARE IL CIBO: Tratteremo le tradizionali cucine regionali italiane e il tentativo di Artusi di definire una cucina nazionale italiana. I prodotti tipici. Le nuove vie: la cucina fusion e la cucina molecolare
309.02.2022STORIA DELL’AGRICOLTURA: Si tratteranno i momenti salienti; la nascita dell’agricoltura, la rivoluzione verde, l’inquinamento da fitofarmaci e il cambiamento climatico che impongono nuove strategie di produzione agricola
416.02.2022LA DIETA PERFETTA, UTOPIA DELLE PANCE PIENE: mentre una parte del mondo è ancora sottoalimentata l’altra parte soffre di “sovralimentazione”. Alcuni spunti di riflessione scientifici sono necessari
523.02.2022I SAPORI DI UNA VOLTA: NOSTALGIA REGRESSIVA: che significato possono avere i sapori di una volta per i nostri giovani che “una volta” non c’erano? Dobbiamo salvare il salvabile o reinventarci un futuro?  

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