Itinerario Baschenis (parte II)

Cusio, oratorio di San Giovanni Battista

Questa cappella è raggiungibile in 20 minuti con un sentiero che parte dalla parte alta del paese di Cusio, perciò sorge isolata in affascinante posizione panoramica. L’edificio è assai semplice, privo di qualsiasi decorazione all’esterno, con pianta ad aula e presbiterio a volte costolonate.

Gli affreschi: L’interesse del visitatore va agli affreschi interni, opera di Cristoforo Baschenis il Giovane (1560-1620), figlio di un fratello del più famoso Cristoforo il Vecchio, che gli fece da maestro. Cristoforo il Giovane risiedeva stabilmente nella frazione Colla di S. Brigida. In questo oratorio ha dipinto le storie della vita di San Giovanni Battista e Santi (1583). Sull’arco trionfale è dipinta l’Annunciazione, sulla volta domina Dio Padre, dal volto familiare per la calvizie e la barba incolta; nella parte inferiore, in una struttura a costoloni dipinti a forma di ombrello, volano angioletti con strumenti del martirio, la cui festosità richiama le decorazioni profane di gusto prebarocco.  Sulle pareti sono incorniciate le storie di San Giovanni: l’Annuncio a Zaccaria, la Visitazione, la Nascita del Battista, il Battesimo di Cristo, la Decollazione. Nelle quattro cornici arcuate d’angolo sono dipinte S. Maria Maddalena, S. Margherita, protettrice delle partorienti, S. Francesco e S. Antonio. La qualità della pittura è modesta per l’impaccio e la fissità dei personaggi, per i colori limitati e il drappeggio, che fa sembrare di legno le figure, tuttavia l’insieme è vivace e gustoso per il gusto ingenuo e popolare e per il naturalismo di certi particolari, come l’ambiente domestico nella Nascita di Giovanni.

Il santuario della Madonna di Sombreno

All’estremità dei colli di Bergamo nel comune di Paladina, in posizione dominante che si affaccia verso gli Almenni e la valle del Brembo, sorge il Santuario della Madonna di Sombreno. Si tratta di uno dei luoghi più belli nei dintorni di Bergamo, sia per il contesto ambientale e naturalistico, che per le opere d’arte contenute negli edifici. Il luogo è raggiungibile in auto dal sottostante borgo di Breno, in bicicletta percorrendo la pista ciclabile sotto il Parco dei Colli o a piedi con una bellissima camminata su un sentiero che partendo da San Vigilio percorre la cresta dei colli fino al Santuario. Il complesso è delimitato da un recinto murario con una sagrato costituito da una spiazzo sostenuto da un terrapieno.

L’insieme è formato da due chiese: la più piccola e più antica dedicata alla Madonna Addolorata e la più grande dedicata a Maria Santissima

Chiesa di S. Maria poi Santuario dell’Addolorata di Sombreno

E’ stata costruita alla fine del sec. XII, all’interno  del Castello di Breno, poi distrutto. Contiene interessanti frammenti di affreschi quattrocenteschi, una primitiva Pietà di gusto nordeuropeo (1563) e varie tele seicentesche

Chiesa della Natività di Maria santi

La chiesa è un vero gioiello per quantità e qualità di manufatti artistici: affreschi, stucchi, tele, pulpito e organo. L’edificio presenta una sola navata, scandita da due archi ogivali che dividono l’aula in tre campate coperte da travetti in legno e piastrelle in cotto. Costruito a partire da 1493, presenta ancora frammenti di affreschi votivi dipinti  agli inizi del ‘500.  L’attuale foggia barocca dell’edificio è connotata dagli stucchi  eseguiti ali inizi del ‘600 dai fratelli Porta (navata e Padre Eterno sul portale d’ingresso al sito)  del Canton Ticino, a cui seguono i modesti affreschi di Pietro Baschenis nella volta del presbiterio (Storie di Maria 1623), l’Annunciazione del 1660 di Caro Ceresa nell’arco dello stesso dove un barocco Angelo annunciante si presenta a Maria che sembra un ritratto di una devota donna di paese. Ci sono poi le due cappelle lungo la navata, la Cappella del Rosario a destra  con opere di Carlo Ceresa (Madonna del Rosario con San Pietro e Santa Caterina, San Nicola e Sant’Antonio, San Rocco e Sebastiano, Misteri del Rosario )che evidenziano le capacità ritrattistiche dell’autore e  la Cappella dei Morti a sinistra con la drammatica Crocifissione di Carlo Loth. La pala dell’altare maggiore, Natività di Maria di Antonio Zanchi, viene posta sull’altare nel 1672, grazie alla rimessa da emigranti dei mercanti Carminati in Venezia: qui la dolcezza delle pose e la grazia dei visi sembrano preannunciare il ‘700. Altre opere che arricchiscono la navata e la controfacciata sono state realizzate tra il XVI e il XVIII secolo, mentre l’organo è un Serassi del 1736.

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